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Oratorio del Nome di Maria



(Sec. XIV)

Oratorio del Nome di Maria


IndirizzoIndirizzo: Via Monte Castello - Frazione Bornate

Pubblicazioni:
Storia del Comune di Serravalle Sesia di Don Piolo Florindo - Stabilimento Grafico Fratelli Julini -Grignasco (Dicembre 1995)

Mentre tutti gli storici della regione sono concordi nell'affermare che la chiesa di Naula sorse, sulle rovine del tempio pagano, nelle linee presenti Fanno 880, (vedi cap. precedente) nei riguardi della chiesa (ora oratorio campestre sulla strada Bornate Crevacuore) di S. Maria di Bornate si disputa se sia contemporanea a quella di Naula o posteriore. Generalmente la si fa risalire all'ultimo scorcio del secolo IX. Ecco quanto asserisce il Prof. Dott. Pietro Marinone in un suo manoscritto esistente nell'archivio parr. di Bornate: "Colla professione aperta della religione di Cristo, era inseparabile l'erezione di un tempio in cui raccogliersi per la celebrazione dei divini misteri. E poiché già esisteva in Bornate il " Fanum " degli idoli pagani, così, si convertì, anche qui, il (empiette, previi i dovuti restauri e gli opportuni adattamenti, in chiesa cristiana, dedicandola alla B. V. Assunta in Cielo. Ed è probabile, per non dire certo, che fin dall'inizio del Pofficiatura della nuova chiesa fosse alle dipendenze della chiesa di Naula.
Non è dato stabilire con certezza l'anno preciso in cui avvenne il passaggio del tempio dal culto pagano a quello cristiano, gli storici della regione si accordano nello stabilire che la chiesa di Naula, sita nel Vico degli antichi Arimanni, sorse sulle rovine dell'antico tempio pagano nella seconda metà del secolo IX, e più precisa. mente fanno 880 ; orbene, poiché questa chiesa di S. M. di Bornate non è di troppo posteriore a quella di Naula, ma anzi contemporanea, si può asserire che la sua conversione, coi debiti lavori murari di adattamento, non possono essere posteriori alla prima metà del secolo X."
Il manoscritto del Dott. P. Marinone prosegue, e poiché assume grande importanza per la nostra storia, ci facciamo un dovere di riportarlo integralmente.
"Anteriormente a questo fatto il servizio religioso in pro della popolazione di Domate e di Vintebbio (poiché anche a Vintebbio da tempi remotissimi esisteva una comunità di fedeli, senza tempio e sacerdote, però) veniva disimpegnata dalla pieve di Naula, a cui erano costretti di rivolgersi i terrieri dell'una e dell'altra borgata. Da principio le "Pievi" yi cui erano divise le Diocesi, a capo delle quali era un sacerdote, erano assai poche, ma con territorio molto vasto: (Naula, Domate, Vintebbio, Sostegno al di là dei monti). Col tempo divennero per ciò insufficienti ai bisogni delle cresciute popolazioni: ed allora fu concesso (importante!!) di celebrare le sacre funzioni anche in altre chiese (Domate) che la pietà dei fedeli andava man mano erigendo o adattando nei luoghi troppo lontani o di difficile accesso alle Pievi (da Domate a Naula sono km. 3) riservata però sempre a queste Pamministrazione dei Sacramenti. Queste nuove chiese, comunque esistenti, o ex nove costituite, o templi pagani adattati, dipendenti in tutto dalle Pievi, chiamavansi "tituli" o chiese minori, e anche "cappellai".
Tale la chiesa di S. Maria di Domate, in breve volgere di tempo, e alle dipendenze della Pieve di Naula. Resideva qui un sacerdote, per esercitarvi tutti gli uffici parrocchiali, eccetto il Dattesimo, che per lunghi anni, sempre fu riservato con diritto esclusivo della Pieve di Naula.
Non è dato di poter stabilire fino a quando durò questo stato di cose, perché ci mancano i documenti. Pare fino verso il 1200, poco prima della fondazione del Dorgofranco (1255)." Questa chiesa perdette il suo titolo di S. Maria Assunta in Cielo nell'anno 1628, quando si consacrò la nuova chiesa parr. di Bornate, e l'antico tempietto assunse quello del Nome di Maria che conserva ancora presentemente.


Tratto da:
Storia del Comune di Serravalle Sesia di Don Piolo Florindo - Stabilimento Grafico Fratelli Julini - Grignasco
Dicembre 1995